papa«Nelle profonde mutazioni della coppia e della famiglia dei nostri tempi confusi (meno figli, più divorzi, unioni instabili e atipiche … c’è un fenomeno che è invece -almeno a prima vista- tenero e rassicurante: quello dei nuovi padri. Sono uomini capaci di rivoltare abilmente nelle loro manone il neonato da cambiare, disponibili ad alternarsi con la madre al biberon o ad accorrere se il piccolo si sveglia di notte; sensibili e gentili, sono in grado di svolgere tutte le funzioni del ‘maternage’ con grande naturalezza, senza alcuna ostentazione ideologica … e – soprattutto- senza lo scompiglio emotivo che contraddistingueva i papà di un tempo, imbarazzati solo a tenere in braccio un neonato, in grado di comunicare con i loro figli solo dopo che avessero imparato sport e congiuntivi.»

[Simona Argentieri, Il padre materno da San Giuseppe ai nuovi mammi, Meltemi Ed., Roma, 1999]

INIZIATIVA RIVOLTA AI PAPA’ Il padre, anche se spesso si sente messo da parte, escluso dall’intimità del rapporto del nuovo nato con la mamma, in realtà svolge una preziosa funzione che – seguendo un andamento processuale- si modifica con il mutare delle esigenze di crescita del bambino. Inizialmente ha una funzione di raccordo e di sostegno della diade madre-bambino per poi assumere una funzione differenziatrice e occupare quel posto «terzo» nell’esperienza dei singoli e del gruppo familiare, prezioso per consentire processi di pensiero e di accesso alla creatività. Il «posto del padre», che via via si organizza nell’esperienza e nella mente del bambino, è una co-costruzione che mette in gioco le fantasie di ciascun partner sull’«essere genitori», fantasie che derivano direttamente dalla propria storia. Confrontarsi in gruppo su questa lenta costruzione può essere utile per affrontarne la fatica come una normale e fruttuosa esperienza di crescita.

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